
NON CON I TUOI OCCHI – multimedia project, 2017
Not with your eyes marks a decisive shift in Lorenzo Uccellini’s path.
Photography remains the point of origin — particularly in the early volumes of the WOT series — but it ceases to be a closed language. It opens, becomes contaminated, and above all expands.
Words enter. Lyrical texts and poems in free form, without apparent discipline, that do not illustrate the image but pass through it, contradict it, at times push it further.
From here, the leap: the work leaves the page and takes on a body.
Video, voice, presence. A construction that becomes action, rhythm, shared time.
With the poet Laura Margherita Volante and the musician Emanuela Belmonte, the project transforms into a hybrid form: no longer photography, not only video, but a staged composition. An emotional device that operates beyond the boundaries of individual languages.
It is no longer a matter of seeing.
It is a matter of perceiving what remains when sight is no longer enough.
The title comes from afar.
From a poem by Patrizia Gioia, written years earlier from an image.
A phrase left suspended, sedimented over time, until it became the core of this work.
Not with your eyes.
But with what, in some way, continues to see.
NON CON I TUOI OCCHI
Ho visto me
ma non con i miei occhi
Sterminata bocca
caverna della ancor buia coscienza
parlavi già a quell’anima in attesa
Lontano
da terre nere
come Madre
un piccolo bianco uovo
spaccava il guscio
alla luce del divenire
E bocca
occhi
larghe mani
rozzi piedi
si disegnavano corpo
da animare
La lunga fascia
dell’orizzonte primitivo
come onda
univa e divideva
e Terra e Cielo e Acqua e Corpo e Anima
fatti di paure e fondi abissi
fatti di sangue e ossa
sgomenti
appena aperti al mondo
come freccia
indicavano la strada
Uomo del mondo dal mondo arrenditi
Lascia penetrare l’inner caos
E da questo unito
E da questo diviso
E da questo rigenerato
Dissolviti
Nel grande dio che vede
ma non con i tuoi occhi
| Patrizia Gioia per Lorenzo Uccellini
NON CON I TUOI OCCHI – Lorenzo Uccellini – 2016
Ricordi lontani, com’è lontano ieri!
Cuore in gola e gli occhi persi
In una pozzanghera buia.
Avanti lungo il sentiero.
Colonne di fumo dolce e nero
Rapiscono i pensieri.
Sembra domani.
Forse.
Ma sono disperso
tra il nulla e ieri.
Piedi pesanti e silenzio
Avvolto in un sacco di plastica. Eccolo !
Bastardo errante
Venditore di rimedii.
“Sono stanchi i tuoi occhi, non vedono altro che frammenti!”
Strappami allora questi sterili globi dal cranio
E riportami indietro o spediscimi lontano
Perché possa credere che ancora sono.
Avanti lungo il sentiero.
Il nano mi ha ingannato.
Sono sempre fermo e ora anche cieco.
Non vedo avanti e non ricordo nemmeno il dietro.
Avrei voluto morire guardando il cielo.
Invece mi siedo.
Aspetto i draghi.
“Dai babbo non esagerare!
Ho sentito la tua voce quando per la prima volta
mi hai detto che ero la tua bambina,
e ho aperto occhi nuovi
come si apre l’aurora”
Oh quegli occhi!!
Che luce.
E che gioia
In un lampo tutta la vita
“Prendi allora dal cuore quell’eterno ricordo
E assolvi il tuo dolore
Non con i tuoi occhi
Ma con il più puro riflesso
Spalanca lo sguardo
Prendimi per mano e voliamo in alto e lontano.
Nell’immagine senza nome
Dove ieri e domani sono solo illusione”.
