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INTRO

ORIGINAL

The wheels bled rust, bone, rubber.
We watched you learn to fall,
we watched you forget how to rise.

The spokes sang. The gears wept.
You called it flying, but you never saw the sky—
only the blur.

We carried your weight in silence,
cradled your rage,
your Sunday smiles,
your alcohol-soaked excuses.

We were seats for first kisses,
altars for screams.
Our handlebars bent by youth,
our mirrors reflected your ghosts.

Freedom in cotton socks,
spinning away beyond a mother’s cry.

We remember the girl laughing in the rain,
the boy riding into silence.

We fled from arguments at rented speed,
leaving joy on the kindergarten doorstep.

The smell of leather in summer.

You gave us names,
but never listened when we spoke.

We warned you:
speed has teeth.

And now, inside sealed coffins,
we carry stillness.

Even in death,
we wait for your hands.

We are parallel lines.
We never meet.

ITALIAN VERSION

Le ruote colavano ruggine, ossa, gomma.

Vi abbiamo visti imparare a cadere,

vi abbiamo visti dimenticare come rialzarvi.

I raggi cantavano. Gli ingranaggi piangevano.

L’avete chiamato volo, ma non avete mai visto il cielo—

solo lo sfocato.

Abbiamo portato il vostro peso in silenzio,

cullato la vostra rabbia,

i vostri sorrisi della domenica,

le scuse impastate d’alcol.

Siamo stati sedili per primi baci,

altari per urla.

Le nostre manopole piegate dalla gioventù,

i nostri specchietti hanno riflesso i vostri fantasmi.

Libertà in calzini di cotone,

che filava via oltre il grido di una madre

Ricordiamo la ragazza che rideva sotto la pioggia,

il ragazzo che guidava verso il silenzio.

Fuggimmo da litigi in velocità a noleggio, lasciando la gioia sulla soglia

dell’asilo.

Odore di pelle d’estate.

Ci avete dato nomi,

ma mai ascoltato quando parlavamo.

Vi avevamo avvertito:

la velocità ha i denti.

E ora, in bare sigillate,

portiamo l’immobilità.

Anche nella morte,

aspettiamo le vostre mani.

Noi siamo linee parallele e non ci incontriamo mai