The BID nasce nel 2018 come spazio per le arti a Pesaro.
Un luogo fisico, preciso, in cui le opere prendevano forma e venivano messe alla prova.
Fin dall’inizio, insieme ad Andrey Martynov, ha attivato un dialogo con artisti e curatori di respiro internazionale — tra cui Elio Ciol, Laurence Gartel, Frank Dituri, Anton Ivanov, Fran Kaufman, Shigeru Yoshida, Peter Miller e Vladimir Martynov — costruendo un confronto che andava oltre il contesto locale.
Questo passaggio rende presto evidente un limite: lo spazio.
Non come vincolo fisico, ma come perimetro.
Dal 1 luglio 2021 quello spazio viene lasciato.
Non è una chiusura. È uno spostamento.
Da luogo a rete. Da presenza fisica a sistema attivo.
Non più uno spazio da abitare ma una struttura che si muove, seleziona e costruisce relazioni.
The BID diventa un network che opera su più livelli e in più contesti, in dialogo con musei istituzionali, gallerie private e spazi indipendenti, in Italia e all’estero e la a Fondazione Leopoldo Uccellini ETS rappresenta un secondo livello di azione.
Se The BID attiva relazioni, la Fondazione traduce il lavoro in intervento concreto.
Due strumenti distinti, ma complementari.
Due modalità attraverso cui il lavoro prende forma nel mondo.
Nel frattempo, si apre una possibilità.
Non come ritorno, ma come altra forma: uno spazio più aperto, vicino a una dimensione di soglia, dove la ricerca potrebbe estendersi anche al suono.
I progetti attivati da The BID sono parte integrante del mio lavoro e sono presenti nelle rispettive sezioni del sito.
Due strumenti distinti ma complementari.
Due modalità attraverso cui il lavoro prende forma nel mondo.
The BID è il punto in cui le condizioni si attivano.
Dove il lavoro entra in relazione.
Non un luogo.
Una soglia.