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Convergent Lines nasce dalla scrittura.

Poi arrivano la musica. La luce. Le immagini. I corpi. Il silenzio.

Non per accompagnare una storia, ma per raccontarla insieme.

Convergent Lines è un’opera costruita per quadri.

Dieci frammenti che attraversano la vita, dall’infanzia all’ultimo viaggio. Ogni quadro ha il suo mezzo di trasporto. Una bicicletta. Una moto. Un’auto. Un autobus. Una sedia a rotelle.

Non sono scenografie. Sono luoghi della memoria.

Perché ognuno di noi, se ci pensa davvero, associa un pezzo della propria vita a un volante, un sellino, un sedile, una strada percorsa mille volte o a un viaggio che avrebbe voluto fare.

Qui non esiste una trama da seguire dall’inizio alla fine. Esistono ricordi, incontri, assenze, ironia, leggerezza, perdita.

Ogni spettatore entra con la propria storia ed esce con una diversa.

La parola non spiega tutto.  La musica non dice quello che bisogna provare.

La luce non illumina soltanto ciò che accade.

Ogni linguaggio lascia spazio agli altri.

Come nella vita. Forse, alla fine, la domanda non è chi stia guidando.

La domanda è un’altra.

Cosa ti ha portato fin qui?


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